ROCCA MALATESTIANA
GROTTE DI CAMERANO
PIMU
Dominando il lungomare di Fano, la Rocca Malatestiana rappresenta uno degli esempi più insigni di architettura fortificata del Quattrocento. Voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta e progettata dall'architetto militare Matteo Nuti tra il 1438 e il 1452, la struttura si erge con imponente solidità, caratterizzata da un massiccio mastio centrale circondato da una cinta muraria irregolare e da quattro torri angolari cilindriche. L’uso sapiente del laterizio e la presenza di un profondo fossato (un tempo navigabile) testimoniano la funzione difensiva e di controllo sul porto e sulla via Flaminia.
Oggi la Rocca non è solo un monumento, ma un vivace centro culturale polifunzionale. Al suo interno hanno sede la Galleria di Arte Contemporanea e spazi espositivi che ospitano mostre, convegni e rassegne. La sua gestione è affidata alla Cooperativa Sociale Opera, che ha saputo trasformare la fortezza in un laboratorio di innovazione sociale e culturale. Opera organizza visite didattiche, eventi e rassegne di rilievo nazionale, puntando sull’accessibilità e la partecipazione.
Tra le iniziative di maggior successo spiccano i “Comizi d’Amore”, un festival di filosofia, poesia e dialogo che ogni estate anima i cortili e le sale della Rocca. Ispirato ai “comizi” classici, l’evento trasforma la fortezza in un agorà dove filosofi, scrittori e musicisti discutono di sentimenti e relazioni, restituendo alla comunità un luogo simbolo come spazio vivo di pensiero e confronto democratico.
Nel cuore delle Marche, sotto l’antico borgo di Camerano, si sviluppa un affascinante dedalo sotterraneo noto come “città ipogea”. Le Grotte di Camerano rappresentano uno dei più importanti sistemi sotterranei artificiali d’Italia, un labirinto di gallerie, sale e passaggi scavati nell’arenaria per circa 2-3 chilometri sotto il centro storico. Le origini delle grotte sono ancora avvolte nel mistero: le prime testimonianze risalgono probabilmente all’epoca picena, con un massiccio sviluppo in epoca medievale e rinascimentale. La data più antica incisa all’interno è il 1327, ma l’ipogeo ha subito continui ampliamenti e riutilizzi nel corso dei secoli. L’elemento più sorprendente è la presenza di ambienti finemente decorati: tre rotonde pensate per riunioni, la sala a pianta di Ankh egizio, bassorilievi, simboli sacri e croci trilobate testimoniano un uso che andava ben oltre la semplice funzione di cava o deposito. Nel luglio del 1944, l’intera popolazione di Camerano (circa 2000 persone) vi trovò rifugio dai bombardamenti per 18 giorni, segnando la piena riscoperta collettiva di questo patrimonio. Oggi le Grotte sono un’attrazione turistica e culturale di primo piano, visitabili con guide abilitate in un percorso che mantiene una temperatura costante di 14 °C tutto l’anno. Opera organizza visite didattiche, escape room a tema (“La Spada Maledetta” sui Cavalieri Templari), cacce al tesoro per famiglie, degustazioni enogastronomiche in grotta e spettacoli di narrazione nella suggestiva Grotta Ricotti, come la rassegna “Dialoghi in profondità”.
Nel cuore di Ascoli Piceno, lungo il suggestivo Corso Vittorio Emanuele, il PIMU – Picenworld Museum rappresenta un innovativo spazio museale dedicato all'antico popolo dei Piceni, la civiltà italica che abitò queste terre tra il IX e il III secolo A.C. Inaugurato nel settembre 2021 dopo un complesso percorso iniziato nel febbraio 2020 e rallentato dalla pandemia, il museo si sviluppa in un contesto architettonico urbano di pregio, trasformando spazi espositivi tradizionali in un laboratorio tecnologico all'avanguardia. L'approccio museale è radicalmente innovativo: il patrimonio storico e antropologico dei Piceni viene veicolato attraverso un percorso esperienziale immersivo e fortemente interattivo.
La narrazione si snoda attraverso videoproiezioni, ricostruzioni 3D, tecnologie di gesture recognition e realtà aumentata, prendendo come chiave di lettura la visione dell'archeologo ascolano Giulio Gabrielli, vissuto a metà dell'Ottocento. I visitatori possono così scoprire l'evoluzione di questa antica civiltà, dallo sviluppo iniziale alle espressioni di arte, artigianato, commercio e culti religiosi. Oggi il PIMU è un vivace centro culturale che propone laboratori didattici esperienziali per scuole e famiglie: sessioni di scavo archeologico, laboratori di ceramica, tessitura e tintura alla maniera antica, oltre a visite guidate e attività teatrali. Tra le iniziative di rilievo, la Cooperativa organizza eventi come "Mitologia tra le stelle", "PIMU in Famiglia", la "Christmas Night al Museo" e il progetto "Ceramiche dal mondo", un originale "Grand Tour creativo" che trasforma il museo in un atelier internazionale della ceramica, dove i partecipanti imparano le tradizioni decorative di Giappone, Portogallo, Turchia e Sicilia.
MUSEO OMERO
MUSEO DELLA CIVILTA CONTADINA
MUSEO DELLA CRIPTA
Affacciato sul mare di Ancona, all'interno della monumentale Mole Vanvitelliana, il Museo Tattile Statale Omero rappresenta un’esperienza museale unica al mondo, dove l'arte non si guarda, ma si tocca. Il museo è nato nel 1993 per volontà del Comune di Ancona e dell'Unione Italiana Ciechi. Nel 1999 il Parlamento italiano lo ha riconosciuto come Museo Statale, sancendone il valore nazionale e internazionale. Dal 2012 la sua sede è la Mole Vanvitelliana, uno straordinario complesso settecentesco a forma di pentagono sull'acqua, progettato da Luigi Vanvitelli come lazzaretto. Oggi la Mole è un vivace centro polifunzionale, e il museo occupa circa 3.000 metri quadrati distribuiti su cinque livelli, con sale espositive che uniscono architettura storica e accessibilità. Il percorso espositivo propone oltre 150 opere: calchi in gesso e resina di capolavori classici come la Venere di Milo, la Nike di Samotracia e il David di Michelangelo, modellini architettonici tattili del Partenone e del Pantheon, e una sezione dedicata all'arte contemporanea con sculture originali di Giorgio De Chirico, Arturo Martini e Marino Marini. Tutte le opere sono pensate per essere esplorate liberamente con le mani, in un'esperienza multisensoriale aperta a tutti. La gestione dei servizi tecnici e didattici del Museo Omero è affidata a un'Associazione Temporanea d'Impresa (ATI) che vede come protagonista la Cooperativa Sociale Opera, in partnership con Coopculture. Opera cura l'accoglienza, la comunicazione, il Dipartimento Educazione, organizza visite guidate, laboratori gratuiti per scuole e famiglie, progetti di formazione e numerosi eventi culturali. Tra gli eventi di rilievo organizzati dalla Cooperativa si segnalano il "Festival Jane Austen", che ogni anno anima la Mole Vanvitelliana e il Museo Omero con tre giorni dedicati alla celebre scrittrice inglese e alle atmosfere Regency. La Cooperativa promuove inoltre progetti come "Barbieri di qualità al Museo", che ha coinvolto ragazzi dei centri diurni e residenziali di Ancona in una rilettura multisensoriale del Barbiere di Siviglia di Rossini, confermando la pluriennale collaborazione tra il museo e i servizi sociali del Comune.
Custodire la memoria del mondo rurale per restituirla alle generazioni future: è questa la missione del Museo della Civiltà Contadina di Spinetoli. Una raccolta di oggetti quotidiani, custoditi all'interno del museo per salvare la memoria del loro utilizzo che per secoli hanno scandito la vita delle famiglie contadine delle Marche, testimonianza concreta di un'epoca ormai passata.
Il museo raccoglie un patrimonio straordinariamente vario, capace di restituire un ritratto completo della vita rurale in tutte le sue dimensioni. Gli ambienti domestici rivivono attraverso mobili d'uso comune come madie, culle, cassapanche e lavabi. L'artigianato tessile è rappresentato da macchine da cucire, filatoi e telai, mentre la cucina di un tempo si racconta attraverso brocche, lumi a petrolio e ad acetilene, macina caffè, setacci e ferri da stiro.Ampio spazio è dedicato al lavoro nei campi: aratri, seminatrici, falciatrici e carri agricoli documentano la fatica quotidiana della vita contadina. Non mancano gli strumenti di misura come stadere, bilance, quarte e barili. Sono presenti anche le attrezzature per la cantina, dalla pigiatrice alla caldaia per il mosto, fino a tappatrici, recipienti e imbuti. La stalla è evocata da gioghi, finimenti, museruole e brusca, mentre la bottega artigiana rivive con pialle, seghetti e forbici tosatrici. Tra i pezzi di maggior pregio spicca un mortaio per la lavorazione del farro risalente a tre-quattrocento anni fa, rarissima testimonianza di pratiche agricole antichissime.
Le attività di apertura al pubblico, accoglienza e biglietteria sono gestite dalla cooperativa OPERA, che cura anche i servizi educativi: percorsi didattici e visite guidate pensati per le scuole consentono a studenti di ogni età di immergersi nella storia e nella cultura del mondo contadino, scoprendone strumenti, ritmi e valori.
Nell’incantevole borgo collinare di Monsampolo del Tronto, affacciato sulla valle del fiume omonimo tra il mare Adriatico e i Monti Sibillini, si cela un museo unico nel suo genere per suggestione e rarità scientifica. Il Museo della Cripta è situato al di sotto della Chiesa di Maria Santissima Assunta in Piazza Roma e vi si accede tramite l’apposito ingresso laterale in via Mazzini. L’allestimento museale è stato realizzato a seguito di un eccezionale ritrovamento archeologico avvenuto nel 2003, durante i lavori di riparazione dei danni causati dal sisma Umbria-Marche alla chiesa.L’esplorazione della cripta portò alla luce un sistema di fosse granarie di epoca medievale, successivamente adibite a ossari e cimitero della comunità. Le particolari condizioni climatico-ambientali del sottosuolo hanno favorito la mummificazione naturale di oltre 20 corpi umani, risalenti ai secoli XVII-XIX, insieme ai loro abiti in canapa, lino e ginestra. Tra i reperti esposti figurano abiti femminili, gilet maschili, calze, cuffie, camicie, rosari, medaglie e anelli, che testimoniano la vita dell’umile popolo piceno dell’epoca. L’allestimento, progettato dall’architetto Marco Mattioli, utilizza materiali contemporanei come legno, acciaio preossidato e vetro per creare un dialogo rispettoso e reversibile con l’antica architettura della cripta, dotata di un impianto di climatizzazione per la conservazione dei reperti. Al centro dello spazio sono disposti quattro corpi mummificati, circondati dalle teche degli abiti lungo il perimetro, mentre l’area dell’abside è dedicata a uno spazio didattico. Oggi il museo è una delle attrazioni culturali più affascinanti e misteriose delle Marche, aperto al pubblico con visite guidate che includono anche il centro storico, il Museo Archeologico e i percorsi ipogei del borgo. La sua gestione e valorizzazione sono affidate alla Cooperativa Sociale Opera, che organizza eventi culturali di grande richiamo. Tra questi spiccano i tour serali denominati “Monsampolo Mistica Misteriosa”, che si svolgono nei martedì estivi dalle 21:30 alle 23:00, offrendo un percorso notturno alla scoperta dei miti e dei misteri del borgo – tra cui il Convento di San Francesco, l’Arco della Morte, la residenza della Contessa Aurelia Guiderocchi e naturalmente le mummie del Museo della Cripta – concludendosi con una degustazione di dolci e distillati tipici del territorio.















